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Prossimo appuntamento maggio 2010
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I Fontanili Lombardi I fontanili sono una caratteristica particolare della pianura lombarda, che proprio per l'abbondanza di acqua è sempre stata fertilissima e particolarmente adatta all'agricoltura. Dal punto di vista geologico, viene suddivisa in "alta pianura" e "bassa pianura". Il sottosuolo dell'alta pianura è costituito da ghiaie grossolane deposte nel periodo quaternario ai piedi delle Alpi, la cui granulometria e permeabilità decrescono verso sud. Il sottosuolo della bassa pianura è invece composto da sedimenti prevalentemente fini. Nella fascia di transizione tra le due pianure, ove le frazioni più fini cominciano ad essere presenti in proporzioni rilevanti, le acque delle falde s'innalzano per effetto del rigurgito provocato dalla diminuzione di permeabilità. Le acque che sgorgano in superficie sono dette "risorgenti" e le depressioni ove sboccano prendono il nome di "fontanili". Si tratta di acque che, provenendo dalla falda sotterranea, mantengono una temperatura costante tutto il corso dell'anno (attorno ai 10/14 °C) e di conseguenza non ghiacciano nei mesi invernali. 1) Alta pianura 2) Bassa pianura 3) Terreno permeabile 4) Terreno impermeabile 5) Olla
Questa continua fonte di acqua relativamente calda è stata una delle ragioni prioritarie dello sviluppo di un'agricoltura molto redditizia nella Pianura Padana; le "marcite", tipiche coltivazioni di foraggio ad elevata produttività, erano principalmente alimentate con acque di risorgiva. La temperatura costante, la limpidezza e la portata sempre regolare delle acque risorgive permettono tra l'altro lo sviluppo di una vegetazione acquatica del tutto particolare e di una fauna estremamente ricca e variata. Eppure anche i fontanili hanno subito le conseguenze di un uso irrazionale dell'acqua da parte dell'uomo. L'abbassamento della falda, verificatosi intorno agli anni sessanta, ha, infatti, prosciugato un'alta percentuale dei fontanili lombardi. I fontanili sono in definitiva degli scavi con funzioni drenante e sono composti da una TESTA, scavo semicircolare prodotto dall'uomo di profondità variabile, in genere tra i 2 e 10 a seconda dell'area considerata. Ad esempio esiste una differenziazione tra zona Ovest della Provincia di Milano dove gli scavi sono molto più profondi e zona Est dove le teste di fontane sono molto più superficiali e di conseguenza più sensibili alle variazioni dei livelli di falda. Lo scavo comunque viene effettuato in modo tale da avere il letto appena al di sotto del livello freatico della falda. Dopo la testa del fontanile si trova l'ASTA che fa defluire l'acqua nel CANALE irrigatore che la distribuisce nei campi.
Struttura di un fontanile (da Cerabolini - Zucchi 1975) La testa è generalmente circondata da un rilievo prodotto dall'accumulo di materiale scavato dove si insedia una associazione vegetale arborea che permette una facile individuazione del fontanile nel paesaggio agricolo padano. I "boschi” sono composti generalmente dalle essenze sia autoctone che tipiche di ambienti umidi come il salice bianco, l'ontano nero, la farnia, il sambuco ed i rovi. Ultimamente vi è una netta dominanza della Robinia pseudoacacia, pianta nordamericana naturalizzata, la cui propagazione è incentivata dagli stessi agricoltori per la velocità di crescita e di facilità d'uso del legno che produce. Il bosco è molto rigoglioso anche in pieno inverno a causa della creazione di un microclima estremamente favorevole e se non periodicamente controllato diventa un' intreccio inestricabile. L'acqua che viene così raccolta dalla testa del fontanile e che scaturisce da polle e da infiltrazioni laterali defluisce poi nell'asta, che sfruttando la naturale pendenza del terreno risale verso il piano campagna, ed è collegata a sua volta ad una serie di canali irrigatori. Sul fondo della testa e sulla parte iniziale dell'asta la permeabilità del terreno permette la formazione di piccole vene idriche alle cui corrispondenze si ponevano i cosiddetti occhi di fonte, inizialmente tini senza fondo in legno e poi tubi in ferro o cemento, che infissi nel fondo facilitavano la fuoriuscita delle acque sotterranee, anche al di sopra della superficie libera dell'acqua. Ciò non presuppone fenomeni di artesianesimo nella formazione del fontanile, ma bensì alla resistenza opposta dalla struttura del terreno e dalla sua granulometria al passaggio delle acque. I tini di rovere utilizzati come occhi di fonte avevano un diametro di circa 80 cm ed arrivano alla profondità di 4-5 metri dal fondo dell'alveo, mentre i tubi in ferro possono arrivare ad una profondità anche maggiore. La testa del fontanile crea quindi una pur modesta depressione nella superficie della falda attraverso un richiamo continuo di acqua anche lateralmente l'alveo del fontanile. Il fontanile è essenzialmente un ecosistema artificiale, che sfrutta la presenza della falda in prossimità del piano campagna, ne capta le acque mediante una escavazione (testa del fontanile) e la trasporta a valle mediante canali: per favorire la fuoriuscita delle acque venivano infissi tini in legno o tubi in ferro sino ad una profondità massima di 12 metri: Tale ecosistema può esistere solo se mantenuto dall'uomo in quanto naturalmente tenderebbe a ritornare palude o bosco. Per tale motivo il fontanile per mantenere le sue caratteristiche di efficiente sistema drenante deve essere curato con particolare attenzione. Il trasporto continuo di argilla da parte delle acque e l'abbondante vegetazione acquatica presente favoriscono l'interramento del fontanile, per cui è necessario effettuare delle operazioni di "spurgo”, che consistono nella pulitura dell'alveo con asportazione del fango e della vegetazione, che viene ammassata sui bordi del fontanile stesso. Quanto sopra descritto si riferisce prevalentemente alla testa del fontanile in quanto nell'asta e nel canale dove la corrente è molto più veloce i depositi di materiale avvengono più lentamente. Le operazioni di spurgo prima accennate dovrebbero venire effettuate annualmente tramite apparecchiature apposite come una piccola escavatrice chiamato "ragno” che rimuovendo le zattere di vegetazione formatesi ed i limi e le argille depositatesi permette di arrivare al fondo ghiaioso dell'alveo del fontanile che facilita la fuoriuscita dell'acqua sotterranea. Dato che l'evoluzione naturale dei fontanili, lasciati a se stessi, è quella di impaludarsi; sono assolutamente da prevedersi in qualsiasi piano di intervento per il recupero di un fontanile anche i soggetti che ne dovranno effettuare la manutenzione che ovviamente dovrà essere a tempo indeterminato o almeno fino a quando si riterrà di voler mantenere attivo un fontanile
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